domenica 26 giugno 2016

Pubblicato su Il Fatto Quotidiano:

Sprechi di Roma, le spese pazze del Comune: 5 milioni l’anno solo per l’acqua delle fontane.

E' il conto che il Campidoglio paga all'Acea. Per rifornire gli impianti che alimentano bellezze monumentali come Piazza Navona o Fontana di Trevi. Una bolletta pesantissima adesso entrata nel mirino del M5S. 

Nella capitale scoppia il caso-fontane: consumano oro anziché acqua, a giudicare dalle bollette che Aceaha inviato nel 2012 al comune di Roma e che il Campidoglio ha pagato senza dire neanche beh. Ben 234 mila per la fontana alla salita del Pincio. Quasi 250 mila per piazza Farnese. La fontana di Trevi si beve 294 mila euro l’anno. E Piazza Navona? Tre bollette-monstre: per i Quattro Fiumi del Bernini, ecco la numero 2304625 dell’11 dicembre 2012 che ammonta a 523 mila euro, a cui ancora bisogna aggiungere le fatture numero 2304521 e 2304522 (33 e 31 mila euro) per l’alimentazione delle due fontane laterali. In tutto fanno 590 mila euro, che sommati al costo di tutte le altre fontane e fontanelle dell’Urbe portano a un conto finaleclamoroso: 5 milioni 134 mila e 147 euro, regolarmente liquidati dal Campidoglio nell’ottobre 2015 come «debiti fuori bilancio».

Un conto stratosferico. Ma tutt’altro che chiaro, limpido e trasparente: «Secondo i funzionari del comune, le fontane monumentali di Roma sono alimentate con acqua potabile e sono prive di impianto di ricircolo» spieganoLaura Maragnani, giornalista di Panorama, e Daniele Frongia, ex presidente M5S della Commissione capitolina per la riforma della spesa, che hanno scovato queste bollette micidiali e le hanno pubblicate nel loro libro “E io pago” (Chiarelettere).


RENDICONTI DEI CONTRIBUTI AI GRUPPI PARLAMENTARI: COME SONO STATI SPESI 30 MILIONI DI EURO

Pubblicato su Il Fatto Quotidiano:

Montecitorio, i contributi ai gruppi parlamentari: così i partiti hanno speso 30 milioni di euro.

E non senza polemiche. Come quelle che si preannunciano per l'utilizzo che ne hanno fatto Pd e M5s. Le formazioni politiche più corpose e destinatarie dei finanziamenti più rilevanti. Come risulta dai rendiconti 2015 presentati alla Camera.

Ci sono le spese per la partecipazione alla Festa dell’Unità di Milano, di Roma e per il 70° anniversario di quella di Bologna. Ma anche gli sforzi per sostenere la campagna di comunicazione “Era un impegno. Ora è realtà”. Con tanto di “affissione classica di manifesti negli spazi comunali autorizzati”. Per non parlare delle risorse a sostegno del referendum confermativo sulla riforma costituzionale. E non ci sarebbe nulla da obiettare se non il fatto che, a staccare gli assegni, è il gruppo parlamentare di Montecitorio del Partito democratico. Utilizzando parte dei 14 milioni 644 mila 611 euro stanziati a suo favore nel 2015 a titolo di contributo dalla Camera, “per iniziative del governo”, come nel caso della riforma della Costituzione, e “attività riconducibilipiù al partito che a quelle del gruppo dei deputati, come per le Feste dell’Unità”. Tutto documentato, per carità. Come documentata è anche “la stampa di materiale tipografico inerente ilIII Restitution Day” del Movimento 5 Stelle per sottolineare “l’importanza dell’attivazione presso il ministero dello Sviluppo economico di uno specifico fondo per sostenere la microimprenditorialità”, grazie alla restituzione di parte degli stipendi e della diaria non spesi dai suoi parlamentari nei primi due anni di legislatura. Iniziativa certamente meritoria, quella dei deputati M5S, ma che secondo i critici anch’essa poco (o nulla) avrebbe “a che vedere con gli scopi per i quali il contributo è stato erogato”. Come anche nel caso degli stand e i gazebo allestiti “alla manifestazione ‘Italia 5 Stelle’ tenutasi ad Imola”.

BREXIT, MELONI: "SONO STATA IN INGHILTERRA, A DUBLINO"

Pubblicato su Il Fatto Quotidiano:


Brexit, gaffe della Meloni: “Certo che sono stata in Inghilterra, a Dublino”. Poi lite con Severgnini


“Certo che sono stata in Inghilterra: a Dublino…”. Gaffe di Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, durante il suo intervento a “Otto e mezzo” su La7. Rispondendo alla domanda del giornalista Beppe Severgnini (“Quando è stata in Inghilterra, ma non a Londra?”), Meloni va, infatti, in confusione. “A Londra molto spesso”, risponde subito e poi aggiunge: “Ultimamente sono stata a Dublino e in Scozia”. Severgnini le fa, quindi, notare che Dublino e la Scozia non si trovano in Inghilterra ma nel Regno Unito. “Sì, le chiedo scusa, ha ragione, mi sono sbagliata”, chiude la Meloni.

sabato 25 giugno 2016

Crozza nel Paese delle Meraviglie - IL PAESE DELLE MERAVIGLIE: CORRUZIONE

"Nel 2011, il Comune di Vicenza ha emesso un Bando per assumere 7 bidelli. Tra i requisiti richiesti, c'era l'assenza di condanne penali e di procedimenti penali in corso: in Parlamento abbiamo più di 120 persone che non hanno i requisiti per fare i bidelli...". http://ift.tt/1wotvPt

Marco Travaglio Storia della corruzione Italiana

Un esilarante travaglio ripercorre la storia dei nostri processi. La cosa che mi fa più incazzare e che i politici nei processi lasciano intendere: ma le sembra che io mi venda o rubi quei quattro spiccioli!? Io avrei rubato molto di più! Che linea difensiva di merda!

Renzi a San Pietroburgo, smorfie e cellulare all’incontro con Putin (video)

Sindaci, assessori, consiglieri. Ecco gli amministratori "Sotto tiro"

L'Espresso pubblica:

Una minaccia ogni 18 ore. L'associazione Avviso Pubblico nel 2015 ha contato quasi 500 casi. Da Sud a Nord primi cittadini, politici locali, dirigenti comunali rischiano la vita per la democrazia. E molto spesso i colpevoli restano impuniti.


Sindaci, assessori, consiglieri. Ecco gli amministratori Sotto tiro Palma di Montechiaro hanno un problema serio. Il sindaco minacciato. A Licata, sud della Sicilia, Angelo Cambiano porta avanti una battaglia contro l'abusivismo. Finito pure lui nel mirino. Sui Nebrodi, il presidente del parco, Giuseppe Antoci, è stato vittima di un agguato terribile: colpi di fucile nel cuore della notte nonostante la scorta. I colpi sono stati fermati dalla blindatura dell'auto.

Potremmo continuare per pagine e pagine. Non passa giorno in cui almeno un sindaco, un assessore, un consigliere comunale, non subisca una minaccia. Lettere, proiettili, offese, incendi e molto altro, che mettono a rischio la vita di chi ha deciso di impegnarsi per la comunità. “Amministratori sotto tiro”, li definisce Avviso Pubblico, l'associazione che riunisce gli enti locali contro mafia e corruzione.

 Un'intimidazione ogni 18 ore, una media di 40 intimidazioni al mese. Per un totale, nel 2015, di 479 atti di minaccia rivolti a funzionari pubblici e rappresentanti politici che guidano i municipi d'Italia. L'aumento rispetto all'anno precedente, è del 33 per cento.