Acqua cancerogena? Le denunce inascoltate dei cittadini toscani.
I Comitati per la salute di Prato e Pistoia da anni cercano risposte sulla presenza di amianto nella rete idrica.
225 chilometri di tubature realizzate interamente in eternit o cemento-amianto. Il 36% di queste condotte sono rami principali, ovvero tubi che portano l'acqua dagli impianti di prelievo ai rami secondari che a sua volta raggiungono le abitazioni dei cittadini della Toscana. In particolare, le case degli abitanti di Firenze, Prato e Pistoia.
A parlare per la prima volta, dati e mappe, delle centinaia di chilometri di tubazioni “cancerogene” è stata nel 2015, una professoressa dell’Università di Firenze, Ginevra Virginia Lombardi.
La docente ha denunciato le condizioni delle tubature, ormai vecchie di oltre 50 anni e interamente realizzate in cemento amianto dove scorre l’acqua “potabile” destinata all’uso domestico e ha pubblicato tutti gli studi sulla pericolosità per la salute dei cittadini che quell’acqua sono costretti ad usarla e a pagarla persino cifre astronomiche.
Le tubazioni, che secondo quanto spiega Lombardi sono “costellate” di crepe e rotture che non solo disperdono acqua nel sottosuolo, provocando frane e smottamenti, ma che sono la fonte primaria di ‘rilascio’ di fibre di amianto. Leggi l'intero articolo su panorama.it
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