lunedì 8 agosto 2016

NAPOLI, SCOPERTA STAMPERIA CLANDESTINA DI 20 EURO FALSI

pubblicato da www.ilfattoquotidiano.it:

Napoli, scoperta prima stamperia clandestina in Europa dei nuovi 20 euro: 7 milioni di euro falsi

Ben 7 milioni di euro falsi, di pregevole fattura, sono stati trovati dalla Guardia di Finanza a Casavatore (Napoli), in un laboratorio clandestino e deposito di stoccaggio.
I 3 falsari, arrestati e portati in carcere dai militari del Nucleo di Polizia tributaria di Napoli e del Nucleo speciale di Polizia valutaria di Roma, sono stati sorpresi mentre erano intenti a stampare e tagliare le nuove banconote della “Serie Europa” da 20 euro, pronte per essere immesse su mercato.

Si tratta della prima stamperia in Europa predisposta per la produzione della nuova banconota. L’opificio clandestino, attrezzato con macchinari sofisticati e tecnologicamente avanzati, era allestito all’interno di un appartamento privato occupato da due donne, arrestate, alle quali sono stati applicati gli arresti domiciliari.

Le successive perquisizioni domiciliari e nei locali riconducibili ai tre falsari hanno consentito di individuare un deposito, sempre a Casavatore, adibito allo stoccaggio e al cui interno sono state scoperte banconote false del valore facciale di 20, 50 e 100 euro, già impacchettate e pronte per lo spaccio, per un valore complessivo di 6,5 milioni di euro. Nei locali è stato trovato anche un fucile a canne mozze, detenuto illecitamente, e il relativo munizionamento.

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domenica 7 agosto 2016

FUGA DALLA COOP CON LA SPESA A SCROCCO: DENUNCIATI

pubblicato da LaNazione.it:

Nei guai due trentenni, incastrati dal personale

Carabinieri in azione
Empoli, 6 agosto 2016 - Hanno fatto la spesa, ognuno con il suo carrello. Un cestino di quelli piccoli riempito con pochi oggetti e un carrello di quelli tradizionali, caricato di ogni ben di Dio. Una ‘spesona’ da 300 euro. Arrivati alla cassa automatica, hanno pagato il conto meno ricco e si sono avvicinati all’uscita per andarsene. Ma, complice la chiusura temporizzata delle porte e la prontezza del personale, il loro piano è andato in fumo. E per i due, un 36enne empolese e un 31enne residente a Montelupo Fiorentino, è scattata la denuncia per tentato furto aggravato in concorso in esercizio commerciale, da parte dei carabinieri della Compagnia di Empoli.
I militari sono stati chiamati a intervenire. I due ‘compagni’ di spesa erano entrati in azione poco prima. Passando da uno scaffale all’altro, come ogni normale cliente. Niente di strano, insomma, che potesse far presagire le loro reali intenzioni. Palesatesi una volta che i due sono arrivati alla cassa. Si sono diretti ognuno con il suo carrello alla zona riservata al pagamento con il dispositivo ‘Salvatempo’. L’uomo con il carrello più piccolo ha pagato gli 8 euro di merce acquistata per poi dirigersi all’uscita. Un’apertura ‘automatica’ che viene attivata attraverso la lettura di un codice a barre presente sullo scontrino.
Il 'cliente' ha posizionato la ricevuta di pagamento nella fessura e le porte si sono aperte di fronte a lui. A quel punto il complice con il carrello più ‘ricco’ si è avvicinato per passare in coda all’amico. Ma evidentemente aveva calcolato male i tempi: le porte del cancelletto di uscita gli si sono chiude davanti al muso del carrello, attirando l’attenzione di alcuni addetti alla sicurezza in servizio nel supermercato. Immediatamente gli si sono avvicinati, chiedendo se avesse qualche difficoltà e chiedendogli di mostrare loro lo scontrino. Una domanda banale che ha di fatto smascherato i ladri, fermati in attesa dell’arrivo della pattuglia del Radiomobile di Empoli. I due, il più giovane dei quali con precedenti, sono stati denunciati, e la refurtiva è stata riconsegnata agli addetti del punto vendita Coop.

sabato 6 agosto 2016

SI FRATTURA UNA MANO CADENDO IN UNA BUCA: TRIBUNALE LA CONDANNA A RISARCIRE IL COMUNE

pubblicato da www.ilmessaggero.it:

Roma, cade nella buca e si rompe una mano: dovrà risarcire il Comune con 10mila euro

Se cadi in una buca o avvallamento di un marciapiede dissestato non è colpa del Comune che non rifà le strade, ma tua che ti ostini a percorrere il percorso pedonale rovinato. La curiosa sentenza del tribunale riguarda una vicenda che coinvolge la signora Franca Forlini. La donna è caduta (nel 2010) percorrendo il marciapiede in via Pian di Scò, zona Montesacro, procurandosi la frattura del IV e V metacarpo della mano destra. Portata dolorante al pronto soccorso ne è uscita con una prognosi di oltre 30 giorni. Così ha deciso di fare causa al Comune e chiedere un risarcimento. Ma la sentenza, arrivata pochi giorni fa, le ha dato torto, condannandola anche a pagare 3.995,07 euro di spese legali all'avvocato del Campidoglio, altre per quello della ditta responsabile per la manutenzione «più spese varie», sottolinea la signora Franca. «Dovrò pagare in tutto 10mila euro - aggiunge - Una cosa assurda, ancora non ci posso credere. (...) Non avrei mai pensato di dovermi trovare in una situazione simile: oltre al danno anche la beffa - aggiunge - Se poi non stai attenta a fotografare immediatamente lo stato dei luoghi ti può anche capitare, come è accaduto a me, che il giorno dopo la ditta che si occupava della manutenzione invii subito qualcuno a sistemare il marciapiede. I vigili poi sono venuti quattro giorni dopo a fare il verbale» .
 I MOTIVI
Nella sentenza però il giudice spiega: «Va evidenziato che ... sussiste una evidente contraddizione tra la documentazione in atti dalla quale risulterebbe che la Forlini sia caduta a causa di una cunetta presente sul manto stradale determinata da una radice di albero e le dichiarazioni della figlia la quale ha, invece, riferito di aver visto la madre rimanere incastrata con il piede nella buca». E inoltre «va evidenziato che i vigili intervenuti 4 giorni dopo rilevavano il marciapiede in discrete condizioni con la presenza di due rialzi del manto stradale di asfalto dovute alle radici di un pino...». «Tradotto: che i marciapiedi siano distrutti è normale - aggiunge Franca - se poi li percorri sbagli tu».
elena.panarella@ilmessaggero.it

venerdì 5 agosto 2016

Maxi truffa del vino: decine le ditte gabbate; 13 le persone indagate

pubblicato da www.ilgazzettino.it:

Maxi truffa del vino: decine le ditte
gabbate; 13 le persone indagate


GORIZIA - La Guardia di finanza ha scoperto un sodalizio dedito a truffe ai danni di viticoltori del Collio Goriziano eSloveno. Le indagini sono scattate a seguito della denuncia presentata al Nucleo di polizia tributaria di Gorizia dal titolare di una nota azienda vitivinicola del Collio Goriziano che aveva subito il raggiro di un sedicente operatore economico della provincia di Caserta; questi gli aveva proposto, tramite e-mail, l’acquisto di un grosso quantitativo di vino confezionato, con pagamento alla consegna con assegno circolare per un importo concordato di 6mila euro. Solo dopo averlo presentato all’incasso, il venditore scopre che il titolo non valeva niente: apparteneva, infatti, a partita di altri 322 assegni trafugati “in bianco” nel corso di una rapina a un portavalori.

​Maxi truffa del vino: decine le ditte  gabbate; 13 le persone indagate

Le indagini
Inizialmente sotto la direzione della Procura della Repubblica di Gorizia e poi della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), l’indagine ha portato a individuare le aziende agricole frodate e a risalire all’identità dei truffatori. I finanzieri sono risaliti alle persone associate alle caselle di posta elettronica da cui erano partite le corrispondenze strumentali alle truffe, e individuare i nominativi degli intestatari delle utenze telefoniche cellulari usate per contattare le persone raggirati.

Come agivano i truffatori
La truffa consisteva nell’inviare a numerosissime aziende agricole una proposta di acquisto di vino imbottigliato richiedendo il “listino” dei prezzi che, stranamente, non veniva mai contestato o mercanteggiato al ribasso. E c’è chi ha accettato il pagamento con assegno circolare, ricevuto in contrassegno alla consegna della merce. Poi, per non essere rintracciati, i truffatori “chiudevano” delle utenze telefoniche e le società o le imprese usate come “paravento”, intestate a nullatenenti, extracomunitari compiacenti non rintracciabili.

Almeno 20 le aziende danneggiate
La truffa ha danneggiato almeno 20 aziende agricole del Fvg e numerose altre nell’intero territorio nazionale; non ha risparmiato neppure il Collio Sloveno. In particolare il raggiro ai danni di un viticoltore sloveno ha consentito agli investigatori di andare nel luogo di consegna della merce dove hanno colto in flagranza di reato i malfattori. Perquisizione e sequestri nelle abitazioni dei responsabili della truffa, hanno portato le fiamme gialle a trovare, tra l’altro, di un centinaio tra cambiali e assegni ricettati e documentazione legata alle truffe messe a segno.

Le accuse
Nel complesso, alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, sono state segnalate 13 persone per i reati di associazione per delinquere finalizzata alla ricettazione di assegni rubati, falsità in atti, truffa aggravata e riciclaggio. L’indagine, partire nel 2013 e protrattasi sino al 2015, si è ora conclusa con la notifica agli indagati dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari.


Ray-Ban in offerta a 19 euro, attenti alla truffa su Facebook


pubblicato da http://www.quotidiano.net/:

Ray-Ban in offerta a 19 euro, attenti alla truffa su Facebook

Il post della polizia postale sul social: "Virus che clona il numero della carta di credito". Ecco come riconoscerlo e come difendersi


Ray-Ban a 19 euro, la truffa denunciata dalla Polizia Postale


Roma, 5 agosto 2016 - Occhiali griffati Ray-Ban al prezzo stracciato di 19 euro. L'offerta che circola su Facebook è decisamente allettante, peccato che sia una truffa. A mettere in guardia le potenziali vittime che si vedono comparire in bacheca l'annuncio acchiappa-clic è la Polizia di Stato dal suo profilo Facebook ufficiale "Una vita da social". Nel lungo post si spiega come riconoscere la truffa, che tra l'altro è arricchita con lo "scopo benefico" a cui dovrebbe essere devoluta metà dell'importo della vendita. Tutto falso, si legge nel post, si tratta di un virus che ha già mietuto molte vittime e che ha lo scopo, non appena appena si effettua la transazione per acquistare gli occhiali, di clonare il numero della carta di credito.

Scrive la polizia postale: "L’offerta Ray-Ban promossa su Facebook sembra un’operazione di beneficenza ma nasconde una truffa. Ecco come funziona e come difendersi. L’annuncio sponsorizza Ray-Ban a 19,99 euro. Già di per sé allettante come proposta. Ma non solo: metà dell’importo, si legge, sarà devoluto in beneficenza. Quale migliore occasione per risparmiare e fare del bene al tempo stesso? Cliccando sul banner pubblicitario, infatti, si attiva un virus che "invita" la lista dei contatti e fare lo stesso". Qua si nasconde la truffa, mette in guardia la polizia: "Non appena si effettua la transazione per acquistare gli occhiali, il numero di carta di credito viene clonato. Cosa fare se per sbaglio avete cliccato l’offerta Ray Ban? Prima di tutto si deve cambiare la password Facebook. Se si naviga da cellulare inoltre è consigliabile controllare l’elenco delle applicazione per verificare che non ce ne siano alcune non richieste. Vanno inoltre controllate immediatamente le transazioni della carta di credito. In caso di movimenti sospetti contattare la polizia postale per la denuncia".


giovedì 4 agosto 2016

CENTRI ANZIANI: DAI CONTROLLI DEI NAS EMERGE UNA SITUAZIONE PREOCCUPANTE

pubblicato da www.ansa.it:

Nas, irregolare il 30% dei centri anziani

Lesioni e sequestri; Lorenzin, anche casi di disumanità

Nas, irregolare il 30% dei centri anzianiRisulta irregolare il 30% delle strutture ricettive per anziani sul territorio nazionale. E' quanto emerge dai controlli dei Carabinieri dei Nas nel periodo gennaio-luglio 2016. Segnalate numerose violazioni, tra cui maltrattamenti, lesioni e sequestri di persona. I dati sono stati resi noti al ministero della Salute in occasione della presentazione del programma di interventi 'Estate sicura 2016'. "In varie situazioni - ha detto il ministro del Salute, Beatrice Lorenzin - viene meno qualsiasi tipo di umanità".
Sono state verificate situazioni in strutture per anziani "dove i comportamenti degli operatori si dimostrano del tutto disumani, ci sono anziani - ha detto Lorenzin - trattati come non lo sono neppure gli animali". Il ministro ha anche espresso preoccupazione per l'aumento delle strutture abusive in questo ambito, dove "l'intervento è più problematico". Secondo i dati presentati oggi dal comandante generale dell'Arma dei Carabinieri, Tullio Del Sette, e dal comandante dei Nas, Claudio Vincelli, le strutture ricettive per anziani 'non conformi' sono il 30% su 365. 

Nel 2016 sono stati effettuati 1.208 controlli su tali strutture, con 288 persone segnalate all'autorità giudiziaria, 7 arresti, 550 sanzioni penali e 37 strutture sequestrate o chiuse. I controlli nel 2016 hanno riguardato anche strutture sanitarie, socio-assistenziali e centri di riabilitazione neuro-psicomotoria: 472 le strutture irregolari (28%) per un totale di 1.647 controlli. Quanto al tipo di violazioni penali commesse, emergono i maltrattamenti (114 casi), l'esercizio abusivo della professione da parte di medici e infermieri (109), l'abbandono di incapaci (68), lesioni personali (16), sequestro di persona (16), detenzione di farmaci scaduti (15), strutture sanitarie prive di autorizzazione ovvero abusive (21 casi su 365 strutture controllate), carenze igienico-strutturali (124).

mercoledì 3 agosto 2016

LA VITA DORATA NEI CAMPI NOMADI: I ROM CON LA FERRARI E IL SUSSIDIO COMUNALE

pubblicato da  http://www.ilmessaggero.it/:

Acqua, luce, gas e roulotte a spese del Comune per narcotrafficanti che avevano Porsche, Ferrari e case in centro. 

Dall'ultima inchiesta sulle baraccopoli di Roma, business ultramilionario documentato dai carabinieri della compagnia Eur e dal procuratore aggiunto Paolo Ielo, arrivano nuovi retroscena: non solo mazzette per funzionari corrotti in cambio di appalti, ma anche qualche vuoto di troppo nelle maglie dei controlli. Almeno 7 rom su 10, secondo l'Arma, non avevano alcun diritto di essere accolti nei campi.
«La mancanza delle necessarie verifiche - scrivono gli inquirenti - ha comportato inevitabilmente la presenza nei villaggi di nomadi che, per anni e con oneri a carico dell'amministrazione comunale, hanno continuato a usufruire gratuitamente dei servizi quali l'utilizzo del modulo abitativo, acqua, luce e gas. Il 70-80% delle persone censite non aveva alcun titolo, in quanto clandestini, pregiudicati o soggetti con elevate potenzialità economiche».

Ricchi e pregiudicati, la lista nera redatta dai militari dell'Arma è un campionario di reati puniti severamente dal codice penale. Tra i casi più eclatanti quello di Jasmin Sedic, condannato a 15 anni e 8 mesi di reclusione per traffico internazionale di coca, che ha alloggiato in una baraccopoli di Roma a spese dell'erario. Nel 2009 il prefetto e il questore gli avevano negato il rinnovo del permesso di soggiorno, intimandogli di lasciare immediatamente l'Italia.
Hanno pesato sulle casse comunali anche i coniugi Idriz e Suada Cimiz, una coppia clandestina che aveva dei precedenti in materia di stupefacenti. Nove anni fa avevano venduto un terreno alla Elgad srl, incassando ben 280mila euro. Altri nomadi hanno riportato condanne per ricettazione, furti e rapine. Nel 2012 il bosniaco Dzevad Hamidovic si è visto revocare il permesso di soggiorno, ma ha continuato ad abitare nel campo di Castel Romano.