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Napoli, scoperta prima stamperia clandestina in Europa dei nuovi 20 euro: 7 milioni di euro falsi
Ben 7 milioni di euro falsi, di pregevole fattura, sono stati trovati dalla Guardia di Finanza a Casavatore (Napoli), in un laboratorio clandestino e deposito di stoccaggio.
I 3 falsari, arrestati e portati in carcere dai militari del Nucleo di Polizia tributaria di Napoli e del Nucleo speciale di Polizia valutaria di Roma, sono stati sorpresi mentre erano intenti a stampare e tagliare le nuove banconote della “Serie Europa” da 20 euro, pronte per essere immesse su mercato.
Si tratta della prima stamperia in Europa predisposta per la produzione della nuova banconota. L’opificio clandestino, attrezzato con macchinari sofisticati e tecnologicamente avanzati, era allestito all’interno di un appartamento privato occupato da due donne, arrestate, alle quali sono stati applicati gli arresti domiciliari.
Le successive perquisizioni domiciliari e nei locali riconducibili ai tre falsari hanno consentito di individuare un deposito, sempre a Casavatore, adibito allo stoccaggio e al cui interno sono state scoperte banconote false del valore facciale di 20, 50 e 100 euro, già impacchettate e pronte per lo spaccio, per un valore complessivo di 6,5 milioni di euro. Nei locali è stato trovato anche un fucile a canne mozze, detenuto illecitamente, e il relativo munizionamento.
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lunedì 8 agosto 2016
domenica 17 luglio 2016
PRESUNTO RICICLAGGIO DI SOLDI UNICEF IN SOCIETA' DELLA FAMIGLIA DI RENZI: LE INDAGINI DEI PM
pubblicato da ilfattoquotidiano.it
“Ecco come i soldi dell’Unicef sono finiti alla società della famiglia del premier”
L’inchiesta - I PM che indagano sul presunto riciclaggio ipotizzano che parte di quel denaro sia andato alla Eventi 6 srl
La Procura di Firenze sospetta che i soldi dell’Unicef e di Operation Usa destinati alle campagne per i bambini affamati in Africa siano stati usati nel 2011 dal cognato di Matteo Renzi – Andrea Conticini – per iniettare capitali in tre società. La prima è quella dei Renzi, Eventi 6, che allora si chiamava ancora Chil Promozioni, e le altre due società sono dei coniugi Patrizio Donnini e Lilian Mammoliti, renziani della prima ora. I Conticini giurano che i soldi sono stati usati per far sorridere i bambini africani con la Play Therapy e l’avvocato Federico Bagattini ha fatto ricorso al Tribunale del riesame. Però l’accusa, con tutti i se del garantismo, resta enorme. I pm nel decreto di perquisizione non hanno inserito il nome delle società. Basta una visura per scoprire l’approdo del flusso finanziario da Londra a Firenze, segnalato dalla Banca d’Italia perché sospetto e al centro dell’inchiesta svelata da La Nazione venerdì. Cosa dice lo stringato decreto che pubblichiamo qui sopra?
Alessandro Conticini (40 anni ex dirigente dell’Unicef poi socio e direttore della londinese Play Therapy Africa Ltd con la moglie francese Valerie Quere, 42 anni) è accusato insieme a Luca Conticini (35 anni, gemello del terzo fratello Andrea, cognato di Renzi) di appropriazione indebita in concorso con il padre Alfonso, poi deceduto, “dal 2011 e fino al gennaio 2015 in Castenaso (Bologna) in relazione a somme di denaro corrisposte da Operation Usa e Unicef a Play Therapy Africa Limited (Pta Ltd) e da questa stornate, in assenza di idonea causale, in favore di Conticini Alessandro”.
La difesa dei Conticini è che la Play Therapy Africa era una società privata dei due coniugi. In realtà fino al 7 marzo 2013, pochi mesi prima della sua chiusura, apparteneva solo per due terzi ai coniugi Conticini ma per il terzo restante era della Play Therapy International, che ha sciolto l’affiliazione con la Pta Ltd. (...)
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