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giovedì 4 agosto 2016

CENTRI ANZIANI: DAI CONTROLLI DEI NAS EMERGE UNA SITUAZIONE PREOCCUPANTE

pubblicato da www.ansa.it:

Nas, irregolare il 30% dei centri anziani

Lesioni e sequestri; Lorenzin, anche casi di disumanità

Nas, irregolare il 30% dei centri anzianiRisulta irregolare il 30% delle strutture ricettive per anziani sul territorio nazionale. E' quanto emerge dai controlli dei Carabinieri dei Nas nel periodo gennaio-luglio 2016. Segnalate numerose violazioni, tra cui maltrattamenti, lesioni e sequestri di persona. I dati sono stati resi noti al ministero della Salute in occasione della presentazione del programma di interventi 'Estate sicura 2016'. "In varie situazioni - ha detto il ministro del Salute, Beatrice Lorenzin - viene meno qualsiasi tipo di umanità".
Sono state verificate situazioni in strutture per anziani "dove i comportamenti degli operatori si dimostrano del tutto disumani, ci sono anziani - ha detto Lorenzin - trattati come non lo sono neppure gli animali". Il ministro ha anche espresso preoccupazione per l'aumento delle strutture abusive in questo ambito, dove "l'intervento è più problematico". Secondo i dati presentati oggi dal comandante generale dell'Arma dei Carabinieri, Tullio Del Sette, e dal comandante dei Nas, Claudio Vincelli, le strutture ricettive per anziani 'non conformi' sono il 30% su 365. 

Nel 2016 sono stati effettuati 1.208 controlli su tali strutture, con 288 persone segnalate all'autorità giudiziaria, 7 arresti, 550 sanzioni penali e 37 strutture sequestrate o chiuse. I controlli nel 2016 hanno riguardato anche strutture sanitarie, socio-assistenziali e centri di riabilitazione neuro-psicomotoria: 472 le strutture irregolari (28%) per un totale di 1.647 controlli. Quanto al tipo di violazioni penali commesse, emergono i maltrattamenti (114 casi), l'esercizio abusivo della professione da parte di medici e infermieri (109), l'abbandono di incapaci (68), lesioni personali (16), sequestro di persona (16), detenzione di farmaci scaduti (15), strutture sanitarie prive di autorizzazione ovvero abusive (21 casi su 365 strutture controllate), carenze igienico-strutturali (124).

mercoledì 6 luglio 2016

GLI ITALIANI NON SI FIDANO PIU' DEL MINISTRO BOSCHI: IL REPORT DI IPR MARKETING

www.panorama.it pubblica:

Maria Elena Boschi: perché gli italiani non la amano più

Secondo un'indagine Ipr Marketing è il ministro del governo Renzi che ha subito il calo più consistente di fiducia.

È Maria Elena Boschi il ministro del governo Renzi che, tra novembre e luglio, ha subito il calo più consistente di fiducia da parte degli italiani. Lo riporta il report mensile stilato da Ipr Marketing. La titolare delle Riforme e dei Rapporti con il Parlamento è infatti scivolata dal 22% all'11% ed è terz'ultima in classifica davanti solo alle colleghe Marianna Madia e Stefania Giannini.
Quali possono essere le ragioni di un crollo del genere per colei che a lungo era stata l'astro più brillante del firmamento renziano è materia da esperti di comunicazione e marketing politico. E forse anche un po' di psicologi delle masse. Non c'è dubbio che lo scandalo Banca Etruria, che ha visto coinvolto anche il padre della Boschi, abbia rappresentato un colpo molto duro per l'immagine del ministro “salvata” da un voto di fiducia di entrambe le Camere. (...)
Il fatto che sulla riforma costituzionale, che sta dividendo il Paese e che a ottobre sarà oggetto di un referendum su cui Matteo Renzi ha deciso di giocarsi la sua permanenza a Palazzo Chigi, ci sia poi il suo nome gioca pun ruolo non certo marginale. Maria Elena Boschi è l'unico ministro ad aver battezzato una legge. Quella della scuola non si chiama “Gelmini”, quella del lavoro non si chiama “Poletti”. Quella che riscrive una parte enorme della Costituzione invece si chiama “Boschi” e ciò, in questa fase, evidentemente non aumenta il suo appeal.



martedì 5 luglio 2016

INCHIESTA SUL GIRO DI RACCOMANDAZIONI PER ASSUNZIONI ALLE POSTE, NUOVE INTERCETTAZIONI TELEFONICHE

Pubblicato da repubblica.it:

Cricca delle nomine, nuova intercettazione: "Il padre di Alfano mi ha mandato 80 curriculum"

Una nuova registrazione coinvolge la famiglia del ministro dell'Interno: anche stavolta si parla di presunte raccomandazioni per assunzioni alle Poste.
ROMA - Di nuovo il nome di Alfano nelle intercettazioni dell'inchiesta sulla cricca del nomine. Il padre del ministro dell'Interno, Angelino Alfano, avrebbe mandato 80 curriculum per presunte assunzioni alle Poste. E' quanto si evince da una conversazione telefonica intercetta e contenuta nella richiesta di arresto del pm dell'inchiesta 'Labirinto' della procura di Roma. Parlando di Alfano, una delle indagate dice "..la sera prima...mi ha chiamato suo padre...mi ha mandato ottanta curriculum...ottanta.... dicendomi...non ti preoccupare....tu buttali dentro...la situazione la gestiamo noi...e il fratello comunque è un funzionario di Poste....anzi è un amministratore delegato di Poste...". Un'intercettazione che si aggiunge a quella in cui il faccendiere Raffaele Pizza - al telefono con il collaboratore del ministro, Davide Tedesco - parla di una raccomandazione per il fratello di Angelino Alfano in una società del Gruppo Poste (sostenendo di averne facilitato l'assunzione, grazie ad i suoi rapporti con l'ex amministratore Massimo Sarmi).