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giovedì 21 luglio 2016

VIGILE URBANO ASSENTEISTA, TIMBRAVA IL CARTELLINO E POI ANDAVA A PESCARE

ANSA.it pubblica:

Timbrava poi andava a pesca, arrestato vigile urbano


Assenteista pedinato due mesi da Gdf Pescara. Ai domiciliari


Timbrava il cartellino, ma poi, invece di indossare la divisa di vigile urbano e occuparsi di controllo ambientale, andava a spasso sul lungomare, a pesca con gli amici o a giocare ai videopoker. Per due mesi le Fiamme Gialle lo hanno pedinato scoprendo che risultava in servizio dal lunedì al sabato, secondo i tabulati, ma in realtà non lavorava affatto, a fronte di uno stipendio base mensile di 1600 euro. E' finito così agli arresti domiciliari per assenteismo un 61enne maresciallo della Polizia municipale di Pescara. I finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Pescara hanno notificato un'ordinanza di misura cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Chieti Luca De Ninis per i reati di truffa pluriaggravata, commessa in danno di ente pubblico e con abuso dei poteri, e violazione dei doveri inerenti a una pubblica funzione. Durante i pedinamenti i finanzieri hanno scoperto che il maresciallo non timbrava nella sede del Comando di Polizia Municipale, come previsto, ma in altre strutture comunali. 

lunedì 18 luglio 2016

GALLIPOLI, VENDITORE AMBULANTE "FAVORITO" DAL MARESCIALLO DEI VIGILI IN CAMBIO DI UN'AUTO IN REGALO

pubblicato da bari.repubblica.it:

Tangenti, a Gallipoli arrestato maresciallo dei vigili: auto in regalo per l'ok al furgone dei panini

Quattro persone in manette per l'indagine avviata dopo i colpi di pistola sparati contro l'auto del sindaco di Copertino: l'ambulante aveva ottenuto un posto vietato sul lungomare. Indagato anche ex assessore comunale
Tangenti, a Gallipoli arrestato maresciallo dei vigili: auto in regalo per l'ok al furgone dei panini
LECCE - Verbali falsi e mazzette, aiuto ai venditori ambulanti amici e regali: una piccola tangentopoli tra Gallipoli e Copertino è stata scoperta dai carabinieri, che hanno eseguito quattro ordinanze di custodia cautelare (una in carcere e tre ai domiciliari), firmate dal gip leccese Carlo Cazzella su richiesta del pm Massimiliano Carducci, al termine dell'inchiesta "Street food".

In carcere è finito Giuseppe Gallucci, venditore ambulante di panini noto alle forze dell'ordine, il quale, avrebbe sbaragliato i concorrenti grazie all'amicizia con Roberto Pellone (ai domiciliari), maresciallo dei vigili urbani che, fino a poche ore fa, ha svolto anche il ruolo di autista del neosindaco di Gallipoli Stefano Minerva. In virtù di rigide disposizioni dell'amministrazione gallipolina, il tratto di lungomare davanti allo stadio e nei pressi del parco Gondar era inibito agli ambulanti, destinatari di multe salate da parte di Pellone, che chiudeva invece gli occhi sulla presenza di Gallucci.

Restando l'unico sulla piazza il paninaro incassava migliaia di euro a sera e, per ricompensarlo, ricopriva il vigile di regali, tra cui una Fiat Seicento d'epoca, del valore di seimila euro, che è stata sequestrata. I favori elargiti dal maresciallo, però, non si sarebbero limitati solo a Gallucci. Scavando nella sua attività e perquisendo il suo ufficio e l'abitazione, i carabinieri della compagnia di Gallipoli e della tenenza di Copertino - guidati dal capitano Michele Maselli e dal luogotenente Salvatore - hanno scoperto che, intervenendo sui luoghi degli incidenti stradali, in alcuni casi elevava verbali falsi, che non iscriveva al ruolo ma utilizzava per fini personali.

sabato 2 luglio 2016

CATANIA, VIGILE CAMBIA TARGA DELL’AUTO PER TOGLIERE UNA MULTA, MA SEGNA QUELLA DEL PM

Pubblicato da Net1News:

Modifica la targa dell’auto per togliere una multa, ma è quella del pm: nei guai vigile catanese

Dalla furbata alla beffa. Finisce nei guai il vigile catanese che voleva fare un favore ad un collega: dimenticando, almeno per una volta, che la legge è uguale per tutti, il pubblico ufficiale modifica la targa dell’auto per togliere una multa. Quella presa dalla nipote dell’amico. Ma, ironia della sorte, il numero indicato sul verbale contraffatto esiste realmente, ed è quello che identifica la macchina di un pm. Nientemeno che del procuratore capo di Catania. I fatti risalgono a cinque anni fa. Quando l’ex procuratore aggiunto – uomo di legge integerrimo anche in veste di automobilista – si è visto recapitare la multa, l’ha contestata, smascherando quanto combinato dall’agente di polizia municipale. Che, imputato a Messina, deve ora difendersi dall’accusa di falso e abuso di potere. Leggi l'intero articolo