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lunedì 12 settembre 2016

MALATTIE SOSPETTE E GUARIGIONI MIRACOLOSE PER 160 CONDUCENTI ATAC

Indagine sui 160 certificati di inidoneità al lavoro presentati da autisti di bus e metro dell'Azienda romana

Italia, Roma, Costruzione, AntiquariatoE' senza dubbio una guarigione miracolosa quella di cui hanno beneficiato ben 160 autisti della municipalizzata di Roma, precedentemente dichiarati temporaneamente inidonei al lavoro. Oltre che miracolosa, è stata anche molto rapida, visto che ha richiesto soltanto una semplice visita dal medico.

Come riporta il sito web de Il Corriere, Il rapido e sorprendente recupero delle condizioni di salute è stato la conseguenza di un'indagine voluta da ATAC per fare luce sulle presunte condizioni di inabilità dei lavoratori.

La vicenda nasce da un esposto dell'Azienda municipalizzata romana che, per via dell'alto numero di certificazioni di temporanea inidoneità ricevute, ha deciso di capire se si trattasse di malattie vere o presunte. La procura ha quindi aperto un'inchiesta sulle effettive condizioni di salute dei conducenti, che grazie ai certificati presentati erano stati destinati agli uffici amministrativi. Per alcuni di loro, lo stato di inabilità all'attività di conducente era addirittura permanente, e non temporaneo.

In seguito all'improvvisa guarigione, i dipendenti sono ora pronti a riprendere il ruolo di autista di autobus o della metro o di ausiliari del traffico. L'Atac ha comunque denunciato i 160 dipendenti, nella convinzione che alcuni di loro abbia imbrogliato sul proprio stato di salute per evitare di essere destnati alla guida dell’autobus.

Accanto a questa, è in corso un'altra indagine, che vede questa volta l’Atac sotto accusa per presunte lesioni ai danni di quaranta conducenti. In questo caso si tratta di dipendenti le cui malattie professionali sono accertate; l’ipotesi al vaglio degli inquirenti è che tali malattie siano state causate dalla cattiva manutenzione dei mezzi di trasporto.
Foto: Pixabay

venerdì 19 agosto 2016

UDINE: EMERGENZA DEPRESSIONE PER 60MILA CITTADINI

Nel 2020, sarà la seconda malattia più diffusa al mondo. Cresce l’uso di farmaci, ma usati in maniera inappropriata

pubblicato da: www.ilfriuli.it

Sono 60 mila gli udinesi che soffrono, nell’arco della vita, di depressione: le donne sono colpite in maniera esattamente doppia rispetto agli uomini. I dati ‘disegnano’ una vera e propria emergenza sociale: la depressione diventerà nel 2020 la seconda malattia più diffusa al mondo dopo le patologie oncologiche.

Udine: emergenza depressione per 60mila cittadiniStando poi ai dati del ministero della salute, il 2% dei bambini e il 4% degli adolescenti hanno avuto almeno un episodio di depressione della durata di due settimane. Un quadro preoccupante emerso questa mattina in occasione dell’entrata in attività, presso la casa di cura “Park Villa Napoleon” di Preganziol, della prima New Lithium Clinic del nordest e tra le poche avviate in Italia.

(...) Il costo sociale in Italia della depressione, inteso come ore lavorative perse, è pari a 4 miliardi di euro l’anno, mentre per l’intera economia europea è stato stimato un costo pari a 92 miliardi di euro, di cui 54 (pari al 59%), correlati a costi indiretti per assenza lavorativa.

“E poi c’è il problema dei farmaci: secondo l’agenzia italiana del farmaco, solo 1/3 dei malati li assume e, tra questi, solo il 31%  li prende in maniera appropriata. Quindi  - prosegue Garonna -  13.800 udinesi assumono farmaci in maniera non appropriata in particolare nel dosaggio. La depressione non riconosciuta e quindi non trattata espone chi ne è affetto a varie conseguenze negative. In generale comporta una riduzione delle aspettative di vita: chi è depresso può poi isolarsi, lavorare in modo meno efficiente, trascurare le sue responsabilità. Soprattutto se giovane, può far ricorso all’alcol o a droghe per cercare di alleviare la sua sofferenza”.

Franco Garonna: Psichiatra, già direttore dell’Unità operativa complessa di psichiatria dell’ Ulss 3 di Bassano del Grappa e del centro di salute mentale dell’ Ulss12 veneziana, docente alla scuola di psicoterapia di Padova ricopre attualmente il ruolo di direttore Sanitario della casa di cura neuropsichiatrica Park Villa Napoleon di Preganziol.