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lunedì 12 settembre 2016

MALATTIE SOSPETTE E GUARIGIONI MIRACOLOSE PER 160 CONDUCENTI ATAC

Indagine sui 160 certificati di inidoneità al lavoro presentati da autisti di bus e metro dell'Azienda romana

Italia, Roma, Costruzione, AntiquariatoE' senza dubbio una guarigione miracolosa quella di cui hanno beneficiato ben 160 autisti della municipalizzata di Roma, precedentemente dichiarati temporaneamente inidonei al lavoro. Oltre che miracolosa, è stata anche molto rapida, visto che ha richiesto soltanto una semplice visita dal medico.

Come riporta il sito web de Il Corriere, Il rapido e sorprendente recupero delle condizioni di salute è stato la conseguenza di un'indagine voluta da ATAC per fare luce sulle presunte condizioni di inabilità dei lavoratori.

La vicenda nasce da un esposto dell'Azienda municipalizzata romana che, per via dell'alto numero di certificazioni di temporanea inidoneità ricevute, ha deciso di capire se si trattasse di malattie vere o presunte. La procura ha quindi aperto un'inchiesta sulle effettive condizioni di salute dei conducenti, che grazie ai certificati presentati erano stati destinati agli uffici amministrativi. Per alcuni di loro, lo stato di inabilità all'attività di conducente era addirittura permanente, e non temporaneo.

In seguito all'improvvisa guarigione, i dipendenti sono ora pronti a riprendere il ruolo di autista di autobus o della metro o di ausiliari del traffico. L'Atac ha comunque denunciato i 160 dipendenti, nella convinzione che alcuni di loro abbia imbrogliato sul proprio stato di salute per evitare di essere destnati alla guida dell’autobus.

Accanto a questa, è in corso un'altra indagine, che vede questa volta l’Atac sotto accusa per presunte lesioni ai danni di quaranta conducenti. In questo caso si tratta di dipendenti le cui malattie professionali sono accertate; l’ipotesi al vaglio degli inquirenti è che tali malattie siano state causate dalla cattiva manutenzione dei mezzi di trasporto.
Foto: Pixabay

mercoledì 7 settembre 2016

Eurostat, cittadini poco soddisfatti di Roma: peggio della Città eterna solo Atene

Dall'indagine sul gradimento degli abitanti delle capitali europee risulta che nove abitanti su dieci sono contenti della vita nella propria città. Al primo posto della classifica si piazza Vilnius.

pubblicato da: www.repubblica.it

Eurostat, cittadini poco soddisfatti di Roma: peggio della Città eterna solo AteneROMA - La Città eterna piace poco ai romani, che non sono soddisfatti di vivere nella capitale d'Italia. I loro pareri, per niente positivi, fanno piazzare Roma al penultimo posto della classifica stilata da Eurostat sull'indice di gradimento per le capitali europee. Peggio va solo ad Atene, come già nel 2012.

La classifica. In base ai dati contenuti nel report 'Europa urbana - statistiche sulla città, Paesi e periferie', relativo al 2015, emerge che in 18 capitali Ue almeno nove abitanti su dieci si sono detti soddisfatti della vita nella propria città. In testa si posiziona Vilnius, con una percentuale di consenso del 98%: subito dietro Stoccolma e Copenhagen (entrambe 97%), ma in dieci capitali il livello è sotto il 90%.

La città principale della Grecia occupa il gradino più basso, con il 71%, preceduta, appunto, da Roma con 80%.

Chi sale Rispetto ai dati del 2012, il gradimento dei cittadini è in crescita in molte città europee. Il consenso è salito soprattutto ad Atene, che passa da un tasso di soddisfazione espressa nel 2012 del 56% all'attuale 71%, seguita da Budapest (da 84% a 90%); Riga (da 84% a 89%) e Vilnius (da 93% a 98%). Non si registrano variazioni per Roma, dove il livello resta stabile (anche nel 2012 la percentuale registrata era dell'80%).

Chi scende. Ma c'è chi ha ottenuto risultati peggiori rispetto al passato: Amsterdam passa dal 96% al 94%, Berlino dal 93% al 91%, Lisbona dal 91% al 89%. Più contenute le perdite per Parigi, che passa dal 84% al 83%, e per Helsinki che dal 92% scende al 91%.

lunedì 11 luglio 2016

IN VENETO E' ALLARME CORRUZIONE: PIU' DI UN'INDAGINE AL MESE

pubblicato da corrieredelvento.corriere.it:

Allarme corruzione,
più di un’indagine al mese in Veneto

Tra inchieste e processi, nella regione dall’inizio dell’anno quasi due casi al mese. La ricerca europea: più di un veneto su dieci dice di aver pagato mazzette.

PADOVA Hai pagato tangenti negli ultimi dodici mesi? Alla domanda ha risposto sì il 14,2 per cento dei veneti. «Era il 2013. Quattro anni prima, nel 2010, i sì erano stati meno: 9,2 per cento», dice Alberto Vannucci. Professore di Scienza Politica a Pisa, Vannucci è autore di Atlante della corruzione, saggio sul malaffare della pubblica amministrazione di casa nostra molto apprezzato in libreria. I numeri che ricava dal Quality of government institute di Gothenburg, Svezia, confermano l’impressione: c’è più corruzione o, comunque, il reato è tornato decisamente nel mirino delle procure. «Il sondaggio del QOG misura la corruzione spicciola, che paghi per il piccolo favore. Quella scoperta dalle inchieste è differente. I protagonisti partecipano a un gioco che dura da tempo, con regole che tutti conoscono e accettano. Sanno costituire il nero che deriva dagli affari e spartirlo ai vari livelli. Decidono su tutto come fosse cosa loro». L’inchiesta Mose, come per altro quella su Abano e le tangenti del sindaco- detenuto Luca Claudio, per Vannucci è «paradigmatica. La si scopre per caso, indagando spesso su altro. Questo fa pensare che quanto emerso sia la punta dell’iceberg, anche il Veneto ».

mercoledì 6 luglio 2016

FERRARA, FALSE PROMESSE AGLI IMMIGRATI IRREGOLARI IN CAMBIO DI DENARO. COINVOLTE ANCHE UNA FUNZIONARIA E UN'AVVOCATESSA

Pubblicato da www.rainews.it:

MIGRANTI, SMISTAVANO IRREGOLARI: 40 INDAGATI A FERRARA 

Coinvolte funzionaria della prefettura e un'avvocatessa

L'indagine è partita nel 2012, dalla denuncia di una filippina che diceva di essere stata truffata e che aveva pagato senza ottenere la pratica. Poi le indagini hanno appurato che non era del tutto vittima ma faceva parte lei stessa del giro.

Il prezzo del "pacchetto" per sistemare immigrati irregolari era in media di 7/8000 euro a prestazione, e dal calcolo eseguito nell'indagine, il giro di denaro sarebbe di oltre 150mila euro: Procura e Polizia di Ferrara - squadra mobile e l'Ufficio immigrazione della questura - dal 2012 hanno impiegato oltre 3 anni per chiarire tutte le posizioni e concludere l'inchiesta. 40 le persone imputate per reati che vanno dalla corruzione (una funzionaria della prefettura cittadina) al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e vari falsi per 39 complessivi capi di imputazione contestati ora al vaglio del gip, visto che il 19 settembre in tribunale all'udienza preliminare si discuterà la richiesta di rinvio a giudizio decisa dai pm Nicola Proto (che iniziò l'indagine) e Giuseppe Tittaferrante che l'ha conclusa. Oltre alla funzionaria della prefettura (secondo l'accusa avrebbe fatto tutto questo ottenendo soldi e facilità, tra cui regali e inviti nei ristoranti cinesi, e anche perchè aveva il vizio del gioco, spendendo 3/400 euro al giorno in slot-machine) c'è anche una avvocatessa del Foro di Ferrara, accusata di aver concorso al favoreggiamento avendo presentato diverse pratiche per conto dei cittadini cinesi. Nel conteggio degli imputati vi sono oltre le due italiane, un tunisino e un marocchino (con compiti di mediazione anche loro), mentre, al vertice di tutto c'erano tre imprenditrici cinesi, titolari di ristoranti e bar.