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sabato 17 settembre 2016

ROMA, SGOMINATA LA BANDA DELLE TRUFFE ONLINE

Le indagini hanno svelato che l'organizzazione criminale aveva la sua base in Romania, ma operava con il supporto di una donna italiana 

Pubblicavano online annunci di vendita di dispositivi tecnologici quali laptop, smartphone e tablet, a prezzi molto vantaggiosi. Gli articoli risultavano disponibili in Italia, anche grazie al contributo di una complice italiana che inseriva gli annunci in rete e seguiva le trattative con i potenziali clienti.

Tablet, Smartphone, Laptop, Hard DriveI prodotti ovviamente non arrivavano a destinazione, ma la falsa compravendita era anche una buona scusa per procurarsi le fotocopie di documenti delle vittime della truffa, ai quali venivano intestate delle carte di credito ricaricabili. Su queste finivano i proventi delle truffe, si parla di circa 5000 euro al mese.

Le indagini sono ancora in corso, e riguardano anche alcuni negozi che avrebbero fornito un alto numero di SIM utilizzate per portare a termine le truffe.




domenica 10 luglio 2016

ENI, DOCUMENTI E DOSSIER DI PROVENIENZA ANONIMA CONSEGNATI ALLA STAMPA. SI PENSA A UNA LOTTA TRA FAZIONI INTERNE.

Pubblicato da ilfattoquotidiano.it:

Eni, documenti anonimi e dossier ai giornali: è scoppiata la guerra dei “corvi”


Plichi anonimi arrivano ai quotidiani e agli inquirenti: come se alcune fazioni interne all'azienda del cane a sei zampe si stessero combattendo provando ad accendere i riflettori su determinati obiettivi.

Eni, documenti anonimi e dossier ai giornali: è scoppiata la guerra dei “corvi”“La vendita del giacimento Opl 245, Volpi, Falcioni e la Port Harcourt connection”. È l’intitolazione di un documento anonimo sull’Eni che ilfattoquotdiano.it ha ricevuto. Il riferimento è a Gabriele Volpi, imprenditore miliardario con forti interessi inAfrica. E poi a Gianfranco Falcioni, petroliere e viceconsole onorario in Nigeria. E a Port Harcourt, città nigeriana di oltre un milioni di abitanti, nota per il suo porto petrolifero. L’anonimo in questione è solo uno dei tanti che in questi giorni sono stati messi in circolazione e che, ovviamente, vanno analizzati con la massima cautela.
Altri plichi arrivati non ai giornali ma agli inquirenti contengonofoto di personaggi coinvolti nelle indagini sull’Eni, scattate mentre bevono un caffè al tavolino di un bar, plichi che contengono commenti, note e suggerimenti rispetto ad atti giudiziari, alle inchieste in corso a Milano sulle tangenti in Nigeria e Algeria. E ancora: collegamenti societari, tabelle,citazioni di articoli pubblicati in Italia e all’estero. Nelle ultime settimane i “corvi” che s’aggirano intorno all’Eni e alle sue vicissitudini giudiziarie si stanno moltiplicando. D’altronde è proprio con un anonimo che la procura di Trani apre il fascicolo sul presunto complotto per far cadere l’amministratore delegato di Eni,Claudio Descalzi che, a Milano, è indagato per concorso incorruzione internazionale.