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lunedì 22 agosto 2016

B&B E AFFITTACAMERE ABUSIVI: 29 SCOPERTI FINO A OGGI NELLA PROVINCIA DI VENEZIA

pubblicato da: www.ilgazzettino.it



VENEZIA - “Beautiful palazzo in quiet corner of Venice”: con questo annuncio un cittadino italiano, proprietario di una palazzina di pregio nel centro storico di Venezia, pubblicizzava la sua struttura ricettiva su diversi siti internet. La locazione della magione, al prezzo variabile tra 13.000 e 25.000 euro a settimana, è dedicata soprattutto a una clientela straniera, interessata a servizi aggiuntivi di lusso quali vasca idromassaggio, bagno turco, terrazza panoramica e attracco privato per l’ingresso diretto dal canale. Quando i militari del I Gruppo della Guardia di Finanza di Venezia con la collaborazione degli agenti della Polizia Municipale lagunare sono giunti presso la struttura, ad accoglierli hanno trovato un maggiordomo e personale di servizio in livrea: servizi aggiuntivi richiesti dal cliente di turno, evidentemente molto esigente. Peccato che l’attività di locazione fosse completamente sconosciuta al fisco ed al Comune di Venezia.
Per il proprietario e gestore, oltre all’irrogazione delle sanzioni amministrative per la violazione della normativa regionale e comunale in materia turistica, c’è stata la segnalazione al competente Reparto della Guardia di Finanza per l’esecuzione dei necessari approfondimenti, visto l’irregolare impiego dei lavoratori e l’esiguo reddito dichiarato al fisco.

L'OSTELLO
L’operazione “Venice Journey” prosegue e continua a riservare sorprese. Oltre a locazioni di lusso ed affitti turistici “fai da te”, in un caso gli operanti hanno anche individuato un vero e proprio ostello, nel sestiere Cannaregio, nel quale venivano ospitati fino a 20 turisti a notte in condizioni igieniche disastrose e con scarsa sicurezza.

L'AFFITTACAMERE-"STALLA"
In un altro caso, invece, un controllo documentale ha portato a denunciare un affittacamere abusivo.
Un pattuglia delle Fiamme Gialle, infatti, ha eseguito un controllo nei confronti di un cittadino pachistano mentre faceva alcune foto nei pressi del Ghetto ebraico a Venezia. Il cittadino straniero, risultato poi un tranquillo turista in visita alla città, dichiarava di aver soggiornato in una struttura ricettiva trovata on –line: immediati i controlli con la segnalazione dell’affittacamere abusivo alla Procura della Repubblica per la mancata comunicazione degli alloggiati.

Negli ultimi due mesi di attività, sono stati scoperti 29 immobili abusivi gestiti da 24 persone fisiche, contestati circa 50mila euro di sanzioni amministrative e denunciate 10 persone per la mancata comunicazione degli alloggiati alla Questura.

sabato 20 agosto 2016

DEGRADO A VENEZIA: CITTA' ASSEDIATA. TUFFI NEI CANALI E BIVACCHI OVUNQUE.

La rivolta dei residenti contro i turisti senza freni. Una coppia ha messo in affitto su internet un palazzo extra lusso. La Finanza: tutto abusivo

pubblicato da: www.corriere.it

Maiali, no grazie. Certo che era una provocazione, il manifestino affisso sui muri di Venezia da un gruppo venetista con un suino in mutande che buttava pattume per terra sotto la scritta «No welcome!» Una sfida offensiva verso tutti turisti rispettosi del decoro delle calli. E’ solo l’ennesimo segnale, però, che i veneziani non ne possono più dell’aggressione di un turismo di massa devastante. E il video su YouTube dei ragazzi decisi a tuffarsi nel Canal Grande come fossero a Tor Vajanica è l’ultima goccia che fa traboccare il vaso. (...)

Due turisti usano un cestino come wcScene di ordinario caos
Gente che fa pipì sui muri senza nemmeno cercare più gli angoli nascosti. Giovanotti in bicicletta per le calli. Tende canadesi piantate qua e là nei giardini o nei campielli. Tovaglie stese sulle rive da famigliole che fanno il picnic manco se si trovassero in un’area di sosta sull’autostrada. Avvinazzati stesi nei sottoporteghi sfatti dall’alcol e completamente nudi. Bottiglie ammucchiate all’ingresso della basilica di San Marco perché con le nuove disposizioni antiterrorismo da qualche parte devono lasciarle e gli spazzini non ce la fanno a stare dietro ai cestini della zona dai quali, come ha scritto il Corriere del Veneto, vengono rimossi 30 metri cubi al giorno di immondizie. Borseggiatori a tempo pieno sui vaporetti, a dispetto dei controlli che in questo solo mese di agosto hanno visto il fermo di 120 ladri. Sequestri quotidiani di paccottiglia «italian style» falsa sfornata da laboratori cinesi o napoletani. Per non dire, appunto, del quotidiano bagno nei canali di visitatori italiani e stranieri, giovani e meno giovani che mai oserebbero mettersi in slip o bikini in altre città del mondo. Come i «foresti» di campo San Vio che, svergognati sul web da una veneziana, guardano la signora che dice loro in inglese e tedesco che «non è permesso tuffarsi nei canali» e che «Venezia non è Disneyland», con aria stupefatta. Come pensassero: che storia è questa, Venezia non è Disneyland? Non appartiene forse a chi paga sganciando euro e dollari, sterline e yen? È o non è un «divertimentificio»?

Il tweet del sindaco
Ha scritto in un tweet il sindaco Luigi Brugnaro dopo il tuffo dal ponte di Rialto di quell’ubriaco schiantatosi su una barca che passava di sotto: «Insisto: poteri speciali alla città per l’ordine pubblico. Borseggiatori, imbrattatori, ubriachi! Una notte in cella».

lunedì 11 luglio 2016

VENEZIA: IMMIGRATI SUL BUS SENZA PAGARE IL BIGLIETTO, LA RIVOLTA DEGLI ALTRI PASSEGGERI (VIDEO)

pubblicato da corrieredelveneto.it:

Immigrati non pagano il ticket sul bus
Scatta la rivolta dei passeggeri

L’episodio accaduto domenica sulla linea 80 Venezia-Chioggia è stato filmato con il cellulare. Già visto ventimila volte.

VENEZIA Un autobus pieno, caldo nonostante l’aria condizionata, passeggeri in piedi. E appena a una fermata salgono otto ragazzi di colore, che per la maggior parte non convalidano biglietto o abbonamento, scatta la protesta. Prima un passeggero inveisce contro di loro, poi si uniscono molti altri in un crescendo di insulti, proteste, grida, minacce che si allargano anche ad Actv, ai controllori che non controllano gli stranieri, ai bus pieni.
L’episodio accaduto domenica su un bus della linea 80 Venezia-Chioggia è stato filmato con il cellulare da uno dei passeggeri: telecamera fissa da quando il gruppo di ragazzi di colore sale a quando l’autista ferma il bus e chiedi a tutti di convalidare il biglietto. Video postato su facebook: oltre 20 mila visualizzazioni, centinaia di condivisioni.

domenica 3 luglio 2016

VENEZIA, INCHIESTA MOSE. PREZZI GONFIATI SULLE PIETRE PER DIGHE E FONDAZIONI

Pubblicato online da La Nuova di Venezia e Mestre:

Pietre del Mose, 61 milioni da rimborsare

Prezzi gonfiati sul materiale per dighe e fondazioni, la procura di Corte dei Conti mette in “mora” una trentina di persone.
VENEZIA. I sassi del Mose a prezzi gonfiati. Milioni di metri cubi di pietre per dighe e fondazioni. Milioni di euro messi in conto allo Stato per un materiale che ne valeva meno. Nuove clamorose novità sull’infinita storia del Mose. La Procura della Corte dei Conti del Veneto ha scoperto un nuovo filone che potrebbe portare lontano.
Dopo anni di lavoro da parte della Guardia di Finanza, il rapporto finale è arrivato sul tavolo del magistrato Alberto Mingarelli. Che ha inviato in questi giorni una trentina di provvedimenti di «messa in mora» ad altrettanti protagonisti della salvaguardia degli ultimi anni. L’ipotesi di accusa è quella di danno erariale. 61 milioni di euro di maggiori costi che sarebbero stati addebitati allo Stato approvando progetti e richieste del Consorzio. (...)
Il sistema funzionava in modo abbastanza semplice. I progetti per le opere di salvaguardia devono avere il parere favorevole del Ctm - composto di una quarantina di dirigenti e funzionari delle Infrastrutture più esperti esterni - presieduto in genere dal vicepresidente. In quella sede si approvano anche i finanziamenti. 

lunedì 27 giugno 2016

CONDANNATA A DUE MESI DI RECLUSIONE PER TESI DI LAUREA SUI "NO TAV"

Pubblicato su RaiNews.it:

Venezia: storia di Roberta, condannata a due mesi per una tesi di laurea sui 'No Tav'

La storia della studentessa condannata a due mesi di reclusione per concorso morale con i No Tav piemontesi. Nella sua tesi di laurea, dedicata al movimento, la ragazza - studentessa a Ca' Foscari - aveva usato il pronome "noi" per riferirsi ai militanti. La sentenza non ha mancato di suscitare molte polemiche.