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lunedì 1 agosto 2016

INSEGNANTE DI PRATO RISULTAVA IN MALATTIA MA ORGANIZZAVA CONCERTI. ORA DOVRA' RISARCIRE

pubblicato da firenze.repubblica.it:

Prof condannata al maxi risarcimento: organizzava concerti, ma per la scuola era in malattia

Insegnava a Prato e adesso dovrà versare alle casse pubbliche 97mila euro

Prof condannata al maxi risarcimento: organizzava concerti, ma per la scuola era in malattia
Per quasi quattro anni, ha organizzato concerti e serate in giro per l'Italia, risultando però assente dal luogo di lavoro causa malattia. Motivo per cui deve versare alle casse pubbliche ben 97.000 euro, cifra pari agli stipendi percepiti in modo indebito e al danno di immagine provocato all'ente di appartenenza. Una insegnante della scuola media Convenevole di Prato è stata condannata dalla Corte dei conti a un maxi risarcimento. La donna si era difesa portando una serie di certificati in cui si attestava uno stato di forte ipertensione, ricostruzione poi respinta dalla Corte: “non costituisce causa di giustificazione né di attenuazione della responsabilità - scrivono i giudici - né le invocate certificazioni mediche possono giustificare una condotta assenteista ripetitiva e protratta per l’arco temporale contestato (settembre 2009 – aprile 2013) in riferimento al quadro patologico dichiarato”.
Il caso scoppia due anni fa, quando dal’Ufficio scolastico della Toscana parte la prima segnalazione alla Corte. Al centro delle accuse, una serie di siti internet in cui la donna compariva come organizzatrice di eventi in varie regioni di Italia. Tutto mentre a scuola risultava assente per “grave patologia”.

sabato 30 luglio 2016

BOCCIATA ALLE PROVE SCRITTE DEL CONCORSO DA INSEGNANTI, VIENE CONVOCATA COME COMMISSARIA PER GLI ORALI

pubblicato da http://www.corriere.it/:

I prof interrogati al concorsone dalla collega bocciata allo scritto

Ma l’insegnante chiamata a fare la commissaria rifiuta: «L’etica va rispettata». Antonella Scilef, 51 anni, otto anni da supplente alle spalle, è una delle migliaia di bocciati alle prove scritte del concorso per professori

«Sono stata giudicata un’imbecille: forse lo sono, ma allora non sono neanche in grado di giudicare i miei colleghi. Va bene tutto, ma c’è un’etica da rispettare, quello che sta succedendo è profondamente sbagliato». 
Antonella Scilef, 51 anni, otto anni da supplente alle spalle, è una delle migliaia di bocciati alle prove scritte del concorso per professori. Ma nello stesso giorno in cui ha appreso di non essere stata ammessa agli orali per insegnare francese alle superiori, è stata chiamata dalla segreteria della sua scuola- l’istituto alberghiero di La Spezia- per essere parte della commissione che avrebbe giudicato i colleghi candidati che ce l’avevano fatta. Un paradosso, dovuto probabilmente al fatto che la segreteria non era a conoscenza dell’esito dell’esame, ma era a caccia di commissari, come in molte altre regioni, dove le paghe basse hanno portato a un boom di dimissioni: «E infatti ho detto subito di no, non ci ho pensato un secondo», racconta ancora incredula la professoressa, laureata in Lingue e letterature moderne, abilitata all’insegnamento da un Tfa (Tirocinio formativo attivo) nel 2013, già insegnante all’Einaudi Chiodo da tre anni con contratti annuali.

«Se non sono abbastanza brava da aver superato la prova scritta per diventare insegnante a tempo indeterminato, come posso permettermi di giudicare i miei 
Antonella Scilef premiata a marzo per un suo racconto: il concorso si chiama «Donne di mare»
Antonella Scilef premiata a marzo per un suo racconto: il concorso si chiama «Donne di mare»
colleghi? Meritano di essere valutati da professori superiori, non di pari livello, o addirittura inferiori, come sono io evidentemente. Che io sia un’imbecille ci sta, posso anche accettarlo- insiste sconfortata - ma chi ce l’ha fatta merita trasparenza e giustizia». È il ritornello che vanno ripetendo da giorni i candidati alla nuova selezione per docenti: falcidiati alle prove scritte (le prime stime, al ribasso, parlano del 50% di bocciati sui 165 mila candidati che concorrono per 65 mila posti), hanno iniziato a confrontarsi sui social network e hanno scoperto che in moltissime classi di concorso si stanno verificando pasticci, incongruenze, irregolarità. Ci sono classi di concorso- come quella per insegnare Filosofia alle medie in Calabria- dove nessuno è stato ammesso agli orali. Altre - come Musica- dove i prof candidati erano in concorrenza con i commissari, aspiranti supplenti sulle stesse cattedre. Altre ancora- vedi i Laboratorio di Tecnologia e Microbiologia- dove al posto delle prove venivano svolte delle relazioni scritte. Ma anche software mal funzionanti, domande inesistenti nei programmi, intere commissioni dimissionarie in Toscana e in Lombardia.

giovedì 30 giugno 2016

DI RUOLO DOPO 28 ANNI DI PRECARIATO, COSTRETTA AD ANDARE SUBITO IN PENSIONE

Pubblicato da Il Fatto Quotidiano:

Scuola, precaria diventa insegnante di ruolo dopo 28 anni. Ma dopo un anno deve andare in pensione


Il caso della prof di origine inglese che vive in Lombardia. "E' una barzelletta, ho pronto un telegramma di ringraziamento al ministro Giannini, non so se comprenderà il sarcasmo britannico"

Due settimane fa è entrata ufficialmente in ruolo dopo aver passato l’anno di prova ma dal primo settembre sarà costretta ad andare in pensione senza nemmeno la possibilità di effettuare la ricostruzione di carriera. Kathleen Pook, 67 anni, docente di conversazione inglese al liceo Enrico Fermi di Salò non riesce nemmeno ad arrabbiarsi. Dopo 28 anni di precariato, con la Legge 107 lo Stato l’ha assunta ma lo stesso Stato in contemporanea ha deciso di congedarla dal mondo del lavoro. Questione di uffici diversi, di burocrazia, ma intanto la professoressa Pook venerdì da Salò dovrà andare a Crema dove prenderà servizio nella nuova scuola, l’istituto d’istruzione superiore Racchetti.   Leggi l'intero articolo